Category: Psyche


Sacri sogni

“È così sacra la notte
che, accesa di sogni,
illumina i miei giorni..
Non avresti mai creduto
Che i miei sogni vedono
Oltre il tuo mantello..
Eppure, chissà,
per quale volontà
o fenomeno terrestre,
per quale dono
o per quale maledizione
Prima d’incontrarti,
Appari nei miei sogni.”

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Essere affetti da “Pessimismo cronico” vuol dire: “anche se sembra andare bene,  va sempre malissimo in realtà”. Così partendo,  si va incontro ad un processo degenerativo apparentemente lento ma sicuro, che si estende dal semplice pensiero sopracitato a tutto l’organismo nonché all’intera situazione e vita del malato. Ci si può aspettare che la persona affetta da tale malattia ad alto rischio di contaggio, sviluppi un elaboratissimo meccaniso di difesa con una invariabile dominante: l’Apatia. Quest’ultima negazione della natura emotiva e sentimentale crea altri fattori di difesa personale controvitale (apoptotici e necrotici) non di poca importanza, possiamo infatti citare: la fuga alla realtà quotidiana, il rifiuto di ogni impegno sociale, la percezione idealistica dell’umanità affiancata a un’insuperabile tendenza alla critica nei confronti del mondo e di sé stessi.

Naturalmente, quando si è affetti da Pessimismo cronico, non ci si può aspettare una totale guarigione. Nemmeno ci si può aspettare che una data medicina, sia a basse che a elevate dosi di somministrazione, possa instaurare una stabilità permanente garantendo il desiderato equilibrio vitale, perché le cure attualmente esistenti hanno effetti modici, puramente casuali e a breve scadenza, oltre ad essere sconsigliatissime per l’uso generale causa di gravi effetti secondari e lesioni di natura permanente come ad esempio stati costanti di gioia, serenità e piacere.

Mi limito in questo post a esporre la natura della patologia e le sue caratteristiche più generali, lasciando a voi la scoperta di nuovi metodi di cura, sperando che non vi verrà mai a mancare la fede. Aggiungo in merito, per una miglior comprensione dell’entità patologica e una maggior efficacia diagnostica, frasi note che possono testimoniare la sua sintomatologia:

“Qualsiasi cosa vada male, avrà probabilmente l’aria di andare benissimo.” – Prima legge di Scott.

“Quando si capisce che la correzione era sbagliata, sarà troppo tardi per tornare indietro.” – Corollario.

“E’ più facile rinunciare alle buone abitudini che alle cattive.”- Osservazione di Maugham.

“E’ sorprendente quanto gli altri siano gentili con te quando sanno che stai andando via.”-Legge di Arlen.

Auguri per la nostra ricerca perenne.

Paura e speranza

Conosco la paura che si ha quando entra in gioco il cuore. Conosco bene le notti d’insonnia, conosco bene le strade della perdizione, i giochi al buio, le mezze verità. Tu non conosci che ti conosco bene. Ho contato tanti anni per  farti indossare quella maschera insensata del “l’ho potuta usare”. Ho contato tanti anni per decidere che tutto debba cambiare. Non sono masochista ma ho imparato a morire e sollevarmi. Non ho pretese, ne sogni, vorrei solo che tu apra il cuore e non importa chi lo possiede. La vita è una serie di stagioni con breve primavere e lunghi autunni e lo puoi sentire. Ruba da me l’ultima luce prima che si chiuda la mia alba e io mi dissolvi nel tuo nome quando nasci “giorno”.

Eliminerò le tue paure e finita la mia missione,  mi rinchiuderò nel mio silenzio, con le notti che bene conosco, con le ali della calma, con i desideri oscuri che mi hanno forgiata per essere loro la speranza di purezza e perché siano loro liberati. Non temere, io ascolto, contengo, ti rendo l’anima più leggera affinché la tua pena si chiuda in me e mi faccia nascere.

Bambola

Adesso la prendo, la vesto, la coccolo e poi la metto a letto a dormire. Le racconto le storie, la spoglio e rivesto. Le posso insegnare a contare, a cantare, a saltare, a leggere, a camminare e va sempre come la faccio andare! La mia bambola non piange e se piange è per gioco perché mi è stata regalata sorridente! No, la mia bambola non ha sentimenti. Quando voglio giocarci, la insegno a crescere ma è già deciso che bambola rimane. Certamente, ha bisogno della mia attenzione ma io ci sono quando mi va di giocare! Quando ho tempo e non mi annoia, la copro, la scopro, la prendo tra le braccia, la lascio sul suolo se ho altro da fare. La posso anche dimenticare, lei resta dove la faccio restare. Non ha mai fame, non ha mai sete ne chiede niente, non parla, non dice, lei non capisce!

La mia bambola sì, è piccola piccola e, io sono gigante gigante…La mia bambola fa sempre tanti errori e io glielo dico, che lei deve solo, solo obbedire.

Una donna sui cinquant’anni, capelli grigi bianchi, pelle scura, sguardo profondo e perduto che marca due righe sulla fronte alta e dura.

Quella donna, assorta nel suo mondo, stava in piedi con una sottile grazia su un balcone generosamente vasto e gesticolava, come per intuizione, pensando davanti a due colonne reggenti una piastra di marmo laddove era appoggiato un libro di spessore e grandezza notevoli. La casa era in mezzo ad un bosco con alberi vicini e una natura quasi morta. Portava un abito bianco fine e lungo che lasciava scoperto il suo collo con una apertura triangolare sul petto. I suoi capelli erano sollevati dalla faccia con poca accuratezza ma sembrava non badare molto al suo aspetto fisico, essendo rapita da altre dimensioni di pensiero.

Sentì un rumore fuori. La notte stava appena prendendo forma e lei si precipitò ad attraversare quei enormi spazi di marmo della sua grande dimora bianca, lasciando la vista selvatica dietro. Scese larghe scale di marmo in pochi secondi e con molta fretta, con uno slancio circa giovanile e svelto. Le pareva che lui fosse arrivato perché, un momento prima, in quel silenzio, ascoltò i galoppi di un cavallo. Arrivando a metà della vasta sala che portava all’ingresso vide suo giovane figlio, agile e forte,  uscire ansioso con un mantello e un capello, senza dirle nulla, come se fuggisse da qualcuno. La casa infatti, sembrava vuota e non si vedevano ne stanze ne mobili ma solo ampi spazi bianchi di prestiggioso marmo e da una parte, c’erano delle tende color rosso porpora ma neanche queste, coprivano il biancore e la freddezza del marmo che si stendeva smisurato. 

Suo marito era ripartito di nuovo senza che lei lo vedesse, ha intuito che non entrò a casa e vedendo suo figlio andarsene così di fretta non riusciva a capire cosa stasse succedendo e rimase perplessa, con lo sguardo inquieto quasi colpita nel cuore, quasi colpita da un’incomprensione spaventosa in mezzo alla sua casa di marmo, col suo vestito di seta bianco. Quando riprese coscienza e uscì a vedere se erano fuori, vide solo cadere le foglie dell’autunno.

Ritornò al suo posto sul balcone, in pavida attesa. Sperava che qualcuno le spiegasse che battaglie inseguivano quei cuori attorno a lei e perché nessuno le diceva niente invece l’abbandonavano senza spiegazione. Non sentiva trascorrere i giorni, sapeva solo ascoltare cercando di percepire qualche rumore che la riportasse in vita o le desse un segnale da quelli che l’hanno lasciata. C’era qualcosa di strano in tutto questo, una voce che sentì la obbligò a scrivere dei versi sul suo libro fuori e lei si convinse di questi versi: 

 “è solo l’autunno. Quando l’autunno finirà, tutto ritornerà.”

Ma il tempo sembrava non esistere per lei e l’autunno passò. Ascoltò una volta di nuovo i galoppi, tanti. Corse ad affacciarsi e lo vide nel bosco sul suo cavallo chiamando altri cavalieri che seguivano i suoi ordini mentre lui parlava con forza e grinta, lanciando qualche sconosciuta sfida. Era il suo uomo certamente, sembrava un pò invecchiato ma non per questo meno forte o tenace. Lo vedeva che si lanciava alla conquista di qualche gloria mondana. Aveva i capelli più lunghi, più grigi ancora e li arrivavano fino al collo, la pelle bianca e la barba grigia curata, da uomo d’onore.

Lei cercò di capire se suo figlio era con loro ma non poteva vedere i volti dei cavalieri. Sembrava che lei li spiasse in silenzio e che suo marito trascurasse a posto la sua esistenza. In tutto ciò, non capiva ancora cosa stava accadendo, anche se internamente rinunciava a queste mere conquiste terrene. Dopo aver finito il suo discorso, il suo cavaliere si allontanò velocemente nel bosco e lei li vide scomparire tra gli alberi. Non cercò neanche di gridare per fermarli, sapeva che ripasseranno dal bosco, che i loro cavalli galopperanno attorno alla sua casa, anche se magari, non penseranno ad entrare ne lo vorranno fare. Aveva come capito che non li serviva. Era fuori di questo movimento, di tutta questa attività inquietante e dentro di sé sapeva che anche loro sanno, che non è la sua battaglia. Lei, era al centro, lontana da quel cerchio di spade.

Osservò tutto ciò e scivolò nuovamente nel biancore del marmo avvolta di un sapere malinconico che le provocava un certo grado di follia apparente. Riprese così il suo posto sul balcone tra le due colonne di marmo, davanti a quella piastra piatta dove s’insediava il Suo mondo e lo riprese con una distinta ironia, quella assunta di fronte all’indifferenza mondana. Era come se si fosse rassegnata a risolvere intrighi mentali, in attesa di qualche altro rumore che le riscaldasse il cuore, in attesa di qualcosa che le facesse sentire viva, oltre la follia.

Malata

 
 Sono malata.
 Ho paura e la paura uccide.
 Dicono che è l’arma più potente per dominare e possedere ed io ne abuso con dosi eccessive ogni giorno a collazione, così da potermi nutrire tutta la giornata e farmi tremare anche se m’illudo di volare.
 Prima, avevo paura delle mie capacità, prima non volevo affrontare me stessa, ma quando ho provato a superare questo ostacolo, altri traumi si sono presentati e la sfida è ancora aperta. Aperta quanto le ferite della mia negligenza.
 Però adesso ho anche paura di conoscere persone ed essere sincera. Non riesco più a credere all’onestà. Non riesco più a fidarmi di nessuno, ne parlare. Perché c’è qualcuno di onesto e leale qui fuori? Qualcuno che non pensi ad usarti e via? Qualcuno che dice cose senza secondi fini?
 Amici, amiche, conoscienti, diciamo che ormai ho capito che sono passatempo. Poco più che passatempo, compagnia momentanea, qualche sorriso per mezz’ora e finisce qui. Poi ti tieni il tuo essere pieno di caos e vai a combattere le tue delusioni nella solitudine. Per quanto cerchi di stare accanto alle persone, di creare un rapporto, loro non lo vogliono, neanche se pensi a un "ciao" ogni tanto. Diciamo che devi scendere sempre ai loro voleri o decidere che non ti va bene e stare per conto tuo a leggere qualche libro o contare le stelle nel cielo. Perché tutte queste cose che dicono dell’amicizia sono parole vane. Io ne ho provato bene l’effetto e so che non è come dicono che è raro trovare un amico, ma è più che altro impossibile. Meglio allora, caro lettore, essere il compagno di tutti e non sperare che nessuno lo sia per te. Non cerco di deluderti, ma solo avvertirti, visto che è così che va la storia (almeno fino a prove tue contrarie e mi auguro che tu le abbia). 
 
 Poi pensi che non vale la pena trattare la gente con crudeltà, perché tu credi solo all’Amore che hai dentro, e vuoi ugualmente condividerlo col mondo. Allora se ami e ti feriscono, ti convinci che basterebbe allontanarsi poco a poco. Basterebbe analizzare, capire come ti devi muovere, adattarti alle situazioni e evitare di fare del male a te e a chi ti sta accanto. La vita è un gioco di tattica e le emozioni, le devi lasciare da parte quando si gioca con la mente. Diciamo che è un bel consumo mentale, che finisce quasi per farti impazzire, ma tu continui a voler credere a cose celesti e così esaurisci.  Sarebbe bello poter risolvere la situazione ma l’unico modo è un dialogo aperto e non sempre la gente è disposta ad ascoltare o parlare.
 Intanto, quella stessa gente abusa della tua anima e tu taci e permetti che lo facciano per consapevolezza e per principio. Ti convinci che solo così puoi insegnare e dare ed espandere il tuo spirito abismale per toccare la luce per attimi. Quello spirito è quello che ti distingue! Non è così che credi? Invece mi dispiace annunciarti che ti sbagli! 
Come primo, la bontà ti fa solo affondare nella stupidagine da ingenuità voluta. Il fatto che sia voluta è la cosa piu grave. Masochismo acuto, avviato da sé e pronunciato come violenza contro l’Essere.
 Però, fino a quando non te ne accorgerai, passerà del tempo: La paura che ti nutre continuerà a parlare. Le tue ombre cresceranno enormi. La tua voce si perderà nel dubbio e ogni tuo volere sarà confuso, soprattutto che il signore tempo è talmente lento che non c’è nulla che potrebbe accelerare il suo andamento quando stai male.
 Non invento nulla, sai che i momenti felici scorrono veloci mentre quelli brutti non passano proprio, ma neanche se aspetti una vita intera.
 Il secondo errore ancora più grave è che lo spirito è molto più provato e intuitivo di quello che pensi. Per quanto cerchi di elevarlo all’ottimismo, ti continuerà a trascinare al fondo se non lo combatti con tutte le tue armi. Quindi, o finisci preda della depressione più oscura o ti metti addosso una maschera da duro e potente per non vedere quel diavolo nel fondo.
 
 Io personalmente, parlando da malata, ho sempre creduto alla liberazione vitale solo con la morte fisica e a dire il vero, essendo una creatura strana, aspetto ansiosamente la mia liberazione. Nonché non ami la primavera quando tutto inizia a fiorire, ma ammetto che la mia memoria immagazzina più inverni che estati.
 Insomma, dove sta la foruna nel combattere la paura integrandola in me? In fondo, è talmente nascosta che la gente mi vede solo sorridere.
 Potrei contare sulla mia fede un giorno e pensare che la ruota riesca a rigirare?
 Potrei rispogliarmi davanti a una persona senza timore di una violenza finale, psichica, morale o fisica?
 Forse potrei, ma che il signor tempo metti la sua mano sul mio cuore e acceleri la mia pace ultima.
 

 
 

Breathing Shadows

 
 Into the sea, 
 Deep grows my mind and I sink!
 May I return only a child!
 Reason, my friend, how happy I was!
 Breathing shadows, why let me think?
 Though winds ahead leave me and fly
 Flesh and blood rest in my rose!
 But tell me now if answers bleed,
 or love could be forgotten in need!
 And if I stood in the depths to give,
 would my great world die or live?
 Breathing shadows, why silence be?
 How far is Life in you and me?
 
  
 
 

Almas cristalinas

 
 Confieso! Te admiro!
 Te necesito para curarme!
 Fue pecado negar mi misma por cuidarte?
 
 Confieso! Te defendo!
 Me ganaste por herirme!
 Es tormenta si descubro que te sirvo por mirarte?
 
 Ahogo en suspiros que esculpen mi tristeza,
 pensaba darte mi vida?
 Es mi vida bajeza?
 
 Que amuleto he adulado, mi amor,
 mi pureza?
 
 Cuantos cuerpos me quitaste!
 Cuantas almas he errado!
 Como niego que has sido
 si luz te presentaste?
 
 Como niego que las penas
 abarcan el amparo?
 Como niego que las nubes
 es agua en crucero?
 
 Te necesito
 como el rio, sentimiento, mi mentor!
 Y de mi condena grito:
 "Te suelto por amor!" 
 
 

 

Another Rebirth

 So over the last years, I’ve been transforming myself.

 I am always transforming myself but I should believe more and more in my future as I do believe in my past !

 Days are running away but I am nurturing my strength. I am rebuilding my will and it’s enough for now, as long as I am getting through a truth I lost for a while. I recognise my dreams and I am slowly walking with them.

 I don’t think I am like others, I see my difference and I realize my strong perceptions, those normally hidden for almost the majority of persons I meet everyday.

 I see a bigger growth in my spirituality and maybe it’s just that I have a clear view of my capacities.

 I refuse to follow anyone, but myself.

 I believe I can achieve a greater work than other persons may do, and the most important thing of all is that I NEED to do this.

 It’s like if I am seeing myself in all the lives I had to live and I return to my old wisdom. Although, my concentration is sometimes too dissipated in spiritual matters, that I feel I am really a stranger from this world. It’s not like this. It’s just a preparation, for what waits me ahead.

 I am trusting myself today, as if my shadows went with the sun that shines brightly from the first morning.

 I must go on to find my place here.

 I had some slow deaths and I had some harsh ones, though, I am ready to become totally a new person now. I learned a lot, I just have to act now and be Who I want to be. 

 I will have to leave some parts of me in the abysses of my inner world, then just go out all my way and discover what I can do there!

 That’s why I surprise myself many times, analysing the psychology of those around me, and trying to understand how’s every person I know.

 That’s why I have this perception of knowing what a person thinks, and even what she’s wanting to say with her silence. And strangely, I do understand the reasons…

 I didn’t know, that this capacity isn’t present in all persons, and that only somebody evaluated it. But, strangely, it’s quite rare…

 It’s a quality I found in the persons I consider really important for me, though I just knew why I considered them like this. Because of their spirituality, then!

 I am willing to fight for me, and I am willing to sacrifice some of my personal satisfaction, to get to the aim of me.

 I’ll have to fight the limits. I’ll have to defeat limits and win a growth for my soul.

 That’s what remains for you, in the end of the road!