Category: Films&Cinema


… “CAMILLE. Autrefois, tout se passait comme dans un nuage d’inconscience, de complicité ravie. Tout s’accomplissait avec une inadvertance rapide, folle, enchantée ; je me retrouvais dans les bras de Paul, sans presque me souvenir de ce qui s’était passé.
 
PAUL. Maintenant, cette inadvertance était totalement absente de la conduite de Camille, et par conséquent de la mienne. Pourrais-je même, sous l’empire de l’excitation des sens, observer ses gestes d’un regard froid, comme elle, sans doute, pouvait regarder les miens ?”
 
…”CAMILLE. J’ai remarqué que plus on est envahi par le doute, plus on s’attache à une fausse lucidité d’esprit, avec l’espoir d’éclaircir par le raisonnement ce que le sentiment a rendu trouble et obscur.
 
 
PAUL. J’avais souvent pensé depuis quelques temps que Camille pouvait me quitter ; j’y pensais comme à une catastrophe possible. Maintenant j’étais en pleine catastrophe.
 
 
CAMILLE. Autrefois, tout se passait comme dans un nuage d’inconscience, de complicité ravie.”
 

Jean-Luc Godard, Le Mépris

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Milano Film Festival

 
 Il milano film festival finisce domani. 
Il programma è stato ricco, gli eventi sono stati molti ma il mio tempo mi ha solo permesso di fare un piccolo salto al parco sempione e al piccolo teatro per poche proiezioni. Arte animata, gente animata, vita animata. Sotto la pioggia o sotto le coperte dell’Area di colpe e visioni d’autore, proiezioni che rimandano una coscienza addormentata all’andamento veloce e caotico dell’umanità. Temi sociali, personali e mondiali. Come fare una passeggiata tra grandi schermi con riflettori di prima grandezza: dal problema dei rifiuti e del nucleare, alle speculazioni delle industrie agroalimentari, poi dalle guerre alla pace, ai rifugiati, agli immigranti, etc… Cortometraggi e lungometraggi in concorso, ma la cosa più bella, è quest’unione tra persone con un messaggio da trasmettere. Chissà se un’indomani la forza del messaggio non sia un urlo vero e proprio, una rivoluzione? I lavori presentati, sono infatti, in maggioranza, basati su una realtà pesante, documentata e spogliata fino a dove arrivano a vedere gli occhi dei registi, ma è sempre un buon punto per dove iniziare, no?
 

“Volver” di Almodovar

 
 Ieri ho visto un film degno di essere ricordato.
Toccante e penetrante, scorrevole e abbastanza all’Almodovar (sempre presenti campioni sociali, stili di vita particolari e personaggi istintivamente e sessualmente spinti e confusi ma allo stesso tempo ben definiti con un messagggio da deliberare.) Il regista loda in particolar modo il sesso femminile con eroismo e leggerezza, contrariamente al film "La mala educacion", maschile e cupo.
Il film si apre con una scena che pare surreale, dove una moltitudine di donne, con un vento forte e incessante, sistemano e luccidono le tombe in un cimitero. Una visione della morte vissuta con naturalezza e serenità.
Fin da allora, si evidenziano due temi essenziali: La morte e la visione femminile della vita, il luogo da dove tutto inizia e a cui tutto ritorna.
 Infatti, tutto ruota attorno a tre donne: Raimunda, di carattere forte e determinato, sposata con un uomo disoccupato e con una figlia adolescente, sua sorella Sole paurosa e timida che si guadagna da vivere facendo il parruchiere a casa sua, e la loro madre Irene presumibilmente morta in un incendio insieme al marito. Poi c’è Augustina, la vicina di casa che nella prima scena del film, cerca di sistemare la sua tomba preparando la sua fine.
Oltre alla veramente intensa interpretazione di Penelope Cruz (Raimunda), mi ha toccato molto il personaggio di Irene. La rabbia primaria dell’amore, il sacrificio, e il silenzio che durò anni, disarmante, sconosciuto ma forte, vita da fantasma invisibile eppure devota a prendersi cura dei suoi cari, con gesti minuziosi e senza ricerca di nessun riconoscimento personale. Doloroso e confortante allo stesso tempo…
Lo rivederei volentieri ancora e ancora. 
Grande Almodovar.
 
Volver-Estrella Morente: (Stupenda canzone lettera, mucisa e voce..)